Magnus

 

Magnus

 

 Magnus, pseudonimo di Roberto Raviola nasce a Bologna il 31 maggio 1939. Magnus è uno degli artisti italiani più rilevanti nel panorama del fumetto italiano ed europeo.

Le sue opere hanno toccato i generi più disparati, dal fantasy all’erotico, e il suo stile si è evoluto lentamente da una produzione seriale necessariamente essenziale (Kriminal, Satanik) al fumetto d’autore curato in ogni minimo particolare (Lo sconosciuto,Le Femmine Incantate, Tex).

 

I primi successi arrivano con i fumetti “noire” firmati dal duo Magnus & Bunker, che ricalcano lo stile di Diabolik ma lo arricchiscono di elementi nuovi: maggiore crudezza e realismo insieme alle prime ventate di liberazione sessuale. Ancora più imponente è il successo di Alan Ford, per la novità dell’opera e la sua forte carica umoristica. Dopo qualche anno in sordina la serie sfonda nelle vendite e diventa quello che oggi si definirebbe un cult.

Volendosi allontanare dalle produzioni in serie, Magnus si dedica come autore, e ottiene un buon successo di critica, a Lo Sconosciuto, che tutt’oggi è considerato uno dei suoi migliori lavori, e a La compagnia della Forca, una saga fantasy dallo sfondo medioevale prodotta interamente con l’amico e collega Giovanni Romanini.

Durante gli anni 80 Magnus riprende il filone erotico con Necron, una delle sue creazioni più famose. Fumetto porno-splatter a tratti comico, fuori dal genere erotico che riempiva le edicole dell’epoca. Gli anni 80 segnano anche la svolta filo-orientale di Magnus. Partendo da Milady nel 3000, un’opera di fantascienza che mescola cultura cinese con erotismo e tecnologia. Dal romanzo Chin P’ing Mei sfocia la realizzazione de Le 110 pillole, opera fortemente erotica che racconta la spirale di sesso e di morte in cui si trova imprigionato il ricco farmacista Hsi-Men Ching.

Le aree più conservatrici della critica faticano ad accettare la qualità di opere come Necron o le 110 pillole, solo quando il fumetto erotico, grazie a personalità come Milo Manara e Franco Saudelli, sarà definitivamente legittimato come forma d’arte, anche Raviola verrà ri-accolto come “figliol prodigo” dai critici italiani. Nel frattempo Le 110 Pillole e Necron ottengono un rilevante successo in Francia e vengono pubblicate in svariati altri paesi.

Da qui Magnus inizia a inseguire una perfezione stilistica che si farà sempre più estrema e lo porterà ad allungare a dismisura i tempi di lavorazione di ogni successiva opera, come in Le Femmine Incantate: sette brevi storie sul tema della femminilità, ispirate anche questa volta a un volume di novelle cinesi.

Nel 1989 Roberto Raviola inizia quello che si considera il suo testamento artistico e il suo lavoro più impegnativo, il texone “La valle del Terrore”. Si ritirerà a Castel del Rio e vi lavorerà per 7 anni.

In contemporanea con l’estenuante lavoro sul texone, Magnus stava portando avanti un progetto dal titolo “Il conte notte” che avrebbe dovuto impiegare elaborate tecniche di colorazione al computer (per l’epoca), ma che non riuscì a portare a termine a causa della sua improvvisa scomparsa. Dell’opera restano solo poche pagine incomplete.

I Cavalli Di Tex